lunedì 15 febbraio 2016

Il saluto dell'Associazione Costantino Reyer a Charlie Recalcati


Impensabile lasciarsi così. Senza provare a spiegare l'importanza di Charlie Recalcati per la Reyer di questi anni. Evitando che i saluti di rito diventino imbarazzati e imbarazzanti ringraziamenti di circostanza, nella inconfessabile speranza che la cronaca effimera di ogni giorno porti via tutto.

Banale ricordare il secondo posto assoluto in stagione regolare. Superfluo sottolineare la semifinale scudetto risoltasi solo a gara sette. Già di per sé due tra i risultati più importanti mai ottenuti dalla Reyer dal dopoguerra a oggi. Per non parlare dell'aspetto squisitamente tecnico: la Reyer della scorsa stagione ha messo in campo un gioco tra i più belli mai visti a Venezia, arioso, lineare, coinvolgente, pragmatico. Un'organizzazione collettiva al servizio del talento individuale. Nel solco della migliore tradizione granata, da Vidal, a Geroli, fino a Zorzi.

In questo momento, però, vorremmo ricordare soprattutto lo stile con il quale sono state colte quelle vittorie, la serietà che ha portato a quei risultati eclatanti. La compostezza nel festeggiare i successi. L'onestà nell'accettare le sconfitte. La lucidità nell'analisi di tutte le situazioni. Il rispetto per la storia granata. Ma soprattutto la credibilità portata da Recalcati a Venezia, insieme alla sua conoscenza della pallacanestro che ci auguriamo venga coltivata e trasmessa.

Tutto questo, per noi dell'Associazione Culturale Costantino Reyer, vale molto più delle vittorie. Ed è per tutto questo che vorremo fargli arrivare la nostra infinita riconoscenza.

Potremmo soffermarci a lungo sul trattamento che gli è stato riservato, sui modi con i quali un certo “mondo dello sport” usa i suoi protagonisti, oggi idoli da incoronare, il giorno dopo inutili arnesi di cui disfarsi. Senza guardare alle ragioni profonde, senza rispettare gli sforzi quotidiani per dare il meglio di sé. Non lo meritava lui, con il suo bagaglio umano e tecnico, come non lo avrebbe meritato nessuna persona che si fosse comportata con la sua stessa correttezza.

Preferiamo dire che per noi coach Recalcati è già la storia della Reyer. Modestamente lo abbiamo già inserito nella nostra “Unofficial Hall of fame”, in compagnia di miti intoccabili come Tonino Zorzi, Carmelo Vidal, Amerigo Penzo, Giulio Geroli, che come lui si sono seduti sulla panchina granata.

Il nostro saluto è un arrivederci. E non di circostanza. Perché lo aspettiamo a novembre, insieme agli altri “ex” granata, per festeggiare di nuovo il compleanno della nostra vecchia Reyer. Sarebbe un onore averlo a tavola con noi, per ripetere la bella serata di basket e di vita trascorsa poco tempo fa insieme a Tonino Zorzi, Frank Vitucci, Franco De Respinis, Nane Grattoni, Tullio De Piccoli, Stefano Gorghetto, John Pujatti, Giorgio Cedolini, Franco Ferro, Stefano Cazzaro, Pierluigi D'Este.

Ti aspettiamo.
A presto Charlie!


L'Associazione Culturale Costantino Reyer

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