giovedì 19 giugno 2014

"Tiri liberi": la storia inedita della Reyer due volte campione d'Italia


In piena seconda guerra mondiale una squadra di pallacanestro conquista per due volte il titolo nazionale, sovvertendo ogni gerarchia e stupendo tutti per il suo gioco moderno e anticonformista. È la Reyer Venezia, la squadra che gioca in un edificio del Cinquecento all’ombra di affreschi rinascimentali, la Misericordia. Per farlo deve superare assenze, trasferte proibitive e squadre fortemente appoggiate dal regime fascista. La storia di un gruppo di ragazzi che compiono una doppia impresa, regalando a Venezia alcuni dei rari momenti di gioia negli anni più bui della guerra. 
A poco più di settant'anni dal secondo di quei due scudetti, tornano alla luce le vicende inedite di cui si erano perse le tracce. “Tiri liberi”, libro scritto da Alessandro Tomasutti, è la ricostruzione di quella storia, a partire dal settembre del 1941 fino al giugno del 1946, quando il gruppo originario della squadra si divise per dare vita ad una diaspora sportiva fondamentale per il basket italiano del dopoguerra.
Basandosi sulle cronache dell'epoca, vengono ripercorse le gesta di Sergio Stefanini, Rico Garbosi, Amerigo Penzo, Armando Fagarazzi, Luciano Montini e del loro allenatore, Carmelo Vidal. Sullo sfondo le drammatiche vicende della guerra, nella Venezia prima e dopo l'8 settembre, prima e dopo il 25 aprile, tra aneliti di libertà e voglia di rinascere.
In “Tiri liberi” tornano a rivivere le pagine di una storia che sembrava perduta e sulle quali invece c'è ancora molto da scrivere.


La ricerca sugli scudetti della Reyer in tempo di guerra è in aggiornamento. Chi desiderasse avere informazioni sulla pubblicazione può scrivere all'indirizzo email: costantino.reyer@gmail.com


L'opera
Titolo: Tiri Liberi
Pagine: 116
Con le testimonianze di: Sandro Gamba, Myriam Garbosi, Antonio Foscato.
Distribuzione: gratuita sul sito web dell'Associazione Culturale Costantino Reyer www.costantinoreyer.blogspot.it

L'autore
Alessandro Tomasutti, nato a Venezia nel 1977, addetto comunicazione e giornalista pubblicista, da più di dieci anni telecronista della Reyer Venezia, prima per la squadra femminile e dal 2006 anche per quella maschile. Si occupa di comunicazione e programmi europei di sviluppo. Nell'ambito dello sportswear ha lavorato per i marchi Diadora e Invicta. E' autore e redattore del blog canestridistrada.com. Da sempre tifoso della Reyer, ha ancora negli occhi i 70 di Praja, nelle orecchie l'urlo dell'Arsenale e nel cuore Floyd Allen.


mercoledì 6 novembre 2013

Metti una sera a cena. Menù a base di...Reyer



Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo l'articolo dell'amico Massimo Foscato.


Fine Settembre o inizio Ottobre? Questo è il problema…minore. Andiamo, fioi, e' tempo di migrare fino a Bonisiolo per addentare, con le gambe sotto la tavola da Rosa e Baffo, un bel pezzo di storia reyerina. Che poi si dovrebbe dire "RA-IERI-NA", giovanotti di RAI, di Mediaset, di Channel grandi e piccoli, ecc. ecc.. Secondo la pronuncia classica che si imparava non sui banchi del Polo e del Foscarini grazie ai prof. Scutari e Zanon Dal Bo, ma sulle panche di Marsico e Montesco. Battaglia d’Agnadello persa in partenza, lo so, e mi sento come Yokoi Shoichi, il milite nipponico riesumato nella giungla. Piccola fisima "snob” alla Nero Wolfe, come censurano i Crovato’s Brothers-Twins, o grande scotto all'età anagrafica che avanza, come punzecchiano i Tomasutti jr. & sr.? Forse il secondo verdetto, ahimè, è la risposta giusta. Allegria!

Da Ligabue a Brugnaro, da Geroli a Mazzon, da Pauletti a Panciera. O, Gps alla mano, dalla Misericordia all'Arsenale (per una volta il Taliercio resta “campagne”, d’accordo Paolini?) niente di nuovo sotto la luna del Vajont, mezzo secolo dopo, brrrr. Una prova? Tabelloni e tabellini in frantumi. Dopo il precedente a pochi noto (causato dal lancio di un pallone medicinale durante l’ora di ginnastica del prof. Mongiello che, mezzo secolo fa, si svolgeva tra gli affreschi sansoviniani a Cannaregio), tanto nel sur-riscaldamento pre Oransoda Cantù, quanto in quello ante Virtus Roma una schiacciata e via col crack.
L’anello si spezza, il tabellone va in schegge, neanche fosse in vetro di Murano, stile Nason…Moretti! Risultato? Souvenir per tutti a costo e chilometro zero da intascare e da portarsi via in fretta. Di nascosto.

Piccola differenza per la cronaca, a imperitura memoria dei Bacciolo e dei Rizzardini, moderni Sanudo: all’epoca di Decio Scuri, grazie al custode Scarpa, in vestaglia nera, e al vigile Nane Caenasso Penzo, in maniche di camicia, il problema del rettangolo fu risolto a tempo di record tanto che si poté giocare (e vincere) contro Recalcati e gli Allievi in partita ufficiale. Mezzo secolo dopo, nei giorni di Petrucci, invece, rien à faire e tutti a casa. E meno male che era solo un’amichevole! A riprova che il Gianquinto, nel Terzo Millennio, non ci azzecca proprio nulla col basket. Al Massimo di SB che lo idolatrava, la lapide allo schiavone Dalipagic, Colleoni ammirato persino dal Maestro Giordani, fanatico del piano Marshall, di Jim Mc Gregor e dei “Stars & Stripes”.

Ma torniamo a bomba, anzi a tavola, a Bonisiolo. Poco Pianeggiani, poco Mazzon. Molto Refosco, rare gocce di Recoaro, grappa della casa a…Piave. E soprattutto, su comanda dell’anfitrione Zamarin, niente Primo (che preferì Giomo a Carraro) e, per fortuna, niente primo. E’ tutto un fioccare di portate e di aneddoti granata: dagli antipasti penetranti alla Cedolini (fritto misto di verdure pastellate, polentina con formaggio fuso, ecc.) all'insalata russa spaziale (caro Sergey Belov, ti sia lieve la terra dei girasoli come lo fu il parquet olimpico di Monaco); dai contorni (di grande effetto i fagioli con zevole che sarebbero piaciuti al Nemanja “Dumbo” Djuric e al povero Ratko); dalla carne al sangue che nemmeno Geroli avrebbe potuto distribuire tutta al tartagliante Vaccher nei "'minuti di sospensione" al dulcis in fundo con gelato affogato al…boh?, vero Vito? Una cena in cui ognuno ha servito un piatto genuino: il Ranuzzi fritto a Bologna (Vianello), il tiramisù mostruoso di Sanford (Besa), il fegato alla veneziana rimasto in gola a Bovone (Ferro), il baccalà alla palladiana in basilica a Vicenza (Nason), il pasticcio …bolognese anti Goriziana e pro All’Onestà (sic!?!) negli spareggi a Piazzale Azzarita (Lessana).

“A proposito – si inserisce timidamente il sottoscritto – chi fu più figlio di….Sparta tra Penzo e Garbosi?” (n.d.r.: colui che portò in Italia Percudani, celebre, oltre che per la rima facile con i “cani” della Misericordia, per essersi abbassato i pantaloni in protesta verso gli arbitri che pendevano per il Simmenthal di Rubini). Mistero. Come i geroglifici degli schemi del prof. Nello Paratore, nato al Cairo e consacrato faraone d’oro dall’Egitto campione d’Europa, contestato da Lessana e innamoratosi di Bottan e Guadagnino nello stage lagunare. Come le “tracuzzate” anche se non fu da meno la “zorzata” in Korac a Barcellona…, come conferma il notaio Minazzi. Robe che capitano nello sport.

Si parlato di tutto, e di tutti, un po': "Ti ricordi, Vito, a Bologna col Moto Morini?". "E quella volta a Milano, la prima da ex, nella tana del Principe di Bogoncelli, Toni?". "Br, che brividi a Udine, Bob, con i tifosi di Snaidero a circondarci!". “Avete visto in tv Villalta e Albonico? Che invecchiati…”. E’ che, purtroppo, il tempo passa, i ricordi, e la storia, no. Specie quando li si centellina come il Lepanto: entrambi ti lasciano dentro un buon sapore e un gran calore. Il sangue agli occhi, e al naso, del Grillo Vincenti (assente giustificato alla cena, oggi, come ai supplementari, ieri, sull'Ignis di Gavagnin). La beffa in zona Nanut nello spareggio estense. Le bestemmie ai Tre Pini davanti al Petrarca di padre Pretto e di Bonetto.
Gli occhi di Rovati, futuro consigliere di Romano Prodi, ospite nel bed & breakfast a San Gregorio delle mitiche sorelle Abis. “Avete saputo di Pozzilli?”. “E del giovane genero del prof. Santi?”. “Povero Paolo (n.d.r.: Zanon), il migliore dopo Nini Burcovich e prima di Cazzaro!”. Minuto di silenzio? Nemmeno mezzo secondo. Meglio, molto meglio un brindisi alla muranese. Lo afferma Lino Toffolo, lo conferma Carlo Nason: “Se voglio veder una partita della Reyer, oramai non scendo più alle Fondamenta Nove ma a Tessera!”
ACTV? No, Alilaguna. E’proprio il caso di invocare: Die N’ai, Burba, Dio ci aiuti. E ci scampi e liberi dalla sub lagunare. Sursum corda! Parole sante...Meglio se con un po' di Raboso (o era Cabernet ?, come insinua Checco Scarpa...) si cambia discorso. Apre Vito Toso che, neurologo da podio in italia, imbuca diagnosi e palline a raffica nel green a 9 buche con la stessa, millimetrica precisione di quando infilava pallonesse in altri fori. Prosegue Ezio Lessana, che discetta della rimonta di Oracle e di cazza(te) da Barcolana. Conclude Andrea Besa che si scotta col caffè più bollente dell'intruglio zuccherato, a vago sapore di tè, sapientemente mescolato nel bidone di latta del mitico Tonetti.

Un tuffo dove il passato (e l’acqua lagunare) è più blu: i carpiati allegri e primaverili in canal di Noale(x) e quello tragico ed estivo nelle onde del Lido, da Morte a Venezia, di Borsoi; il sorriso della Vanda moglie del “Ciai” Rossi e mamma di Sandro che, dopo Anna Maso, sta ospitando un Battistella all’IRE di Giudecca; il ghigno di Lelli dopo il mezzo baicolo servito alla furente Goriziana; il metro infilato nell’orefizio della prima P2 (Peterson-Porelli); la ruota e il palleggio a tutto campo del Babi Campanini, sul vantaggio di 4 a 2 targato Stefanini; l’ingenuo Sardagna, ancora minorenne, lasciato fuori della porta di una delle case chiuse da Tina Merlin dal segretario dell’epoca (vicino…parente dello scrivente) e da “Starace” Sambo.
Si fa tardi. Arriva il conto e la foto che immortala questa cena, prima e non ultima di una lunga serie, da ripetere. Ricordarsi che, come un secolo fa, quando "Roccia" Zamarin convoca, c'è una e una sola risposta: "Presente"! Anche al Taliercio…”Anche a 94 anni: mi raccomando, dillo a Tonino!”


Massimo Foscato

martedì 22 ottobre 2013

Nota dell'Associazione


L’Associazione Culturale Costantino Reyer si complimenta con la Società Sportiva Reyer Venezia per la decisione di esporre i vessilli delle vittorie del club in occasione della prima partita interna del campionato di Serie A maschile e la ringrazia per la sensibilità dimostrata nell’accogliere la proposta congiunta promossa nei mesi scorsi dall’Associazione insieme alle componenti più importanti degli appassionati orogranata, Panthers, Glorioso Vessillo, No ghe xe e Cellula Impazzita. L’Associazione coglie l’occasione per augurare alla società i migliori traguardi per la stagione 2013-’14 e per ribadire il proprio sostegno alla Reyer e a tutte le iniziative mirate a valorizzarne la storia e i valori sportivi e sociali.

sabato 6 aprile 2013

4/4/1943 - 4/4/2013. A settant'anni dal secondo scudetto granata

L'Associazione Culturale Costantino Reyer ricorda che:

Reyer Venezia - Virtus Bologna finì 28 a 24. Per i granata fu il secondo scudetto consecutivo. Era il 4 Aprile del 1943. Esattamente settant'anni fa. 

A settant'anni e due giorni di distanza la Reyer fa visita alla Virtus, nell'undicesimo turno di ritorno della Serie A. 

Forza vecchia Reyer!


Un uomo senza memoria è come un albero senza radici (B.M.)

giovedì 10 gennaio 2013

Varese-Reyer, sfida nella sfida

Quando Varese nel 1999 vinceva l'incredibile scudetto della stella, Venezia languiva nelle serie minori alla ricerca di una  risalita ancora lontana. E dire che sette anni prima la squadra che dominò l'Europa era per la prima volta retrocessa dalla A, proprio per mano della Reyer.

Sulla panchina granata, accanto a Mario De Sisti, sedeva un giovane assistente, pronto ormai per il grande salto. Si chiamava Frank Vitucci. Da quest'anno occupa l'altra panchina di Masnago ed è già diventato l'idolo dell'esigente pubblico varensino. Un girone d'andata con una sola sconfitta (al momento) è il biglietto da visita dei primi sei mesi del tecnico di Cannaregio alla guida di Varese.

Basta e avanza questo per dire che Varese-Reyer, partita che chiuderà il girone d'andata del campionato di A 2012-2013, sarà una sfida con tante sfide dentro. Vitucci e il suo passato. La Reyer e Masnago (dove non una ma due volte condannò i padroni di casa al purgatorio della seconda serie); la ritrovata nobiltà varesina contro la voglia di risalire della Reyer. Le motivazioni di Diawara al quale, alla stregua di Brindisi, non mancherà la voglia di dimostrare qualcosa alla sua ex squadra.

Sarà la sfida n.75 tra Venezia e Varese (la terza più giocata dai lagunari, dopo quelle con Olimpia Milano e Virtus Bologna). Nei 74 precedenti, 23 vittorie per la Reyer, 49 per Varese. L'anno scorso finì 1-1, con due vittorie interne per parte.

venerdì 4 gennaio 2013

Il nuovo anno inzia in terzo tempo



Nuovo appuntamento con il “Terzo tempo della Costantino Reyer”.  L’Associazione invita tutti i tifosi orogranata a unirsi alla serata che si terrà all’Osteria Biosolidale del Palaplip di Mestre domenica 6 gennaio a partire dalle 20 circa. 

Dopo la partita tra Umana Reyer e Sidigas Avellino ci sarà la possibilità di trovarsi tutti insieme per festeggiare il nuovo anno, anche in compagnia dei tifosi irpini che volessero partecipare alla serata e che saranno graditi ospiti. In omaggio ai partecipanti l’Associazione regalerà una copia del dvd della finale Reyer-Rimini del 1996.

Menù della serata – euro 15,00
Ribollita o spaghetti al ragù (5 euro)
Musetto in crosta (5 euro)
Birra o bevande (5 euro)

L’Osteria Biosolidale è in via San Donà 195/c presso il Palaplip Centrale dell’Altraeconomia a Mestre.



lunedì 17 dicembre 2012

Ecco il quintetto ideale per i 140 anni della Reyer



Clark, Carraro, Dalipagic, Hawes, Haywood, guidati da Tonino Zorzi in panchina. È il quintetto più forte di ogni tempo secondo gli appassionati reyerini che hanno risposto al sondaggio promosso dall’Associazione Culturale Costantino Reyer per celebrare i 140 anni dalla fondazione del sodalizio lagunare.

Si è chiusa con quasi 300 risposte (285 per l’esattezza) e un successo oltre le aspettative,  la consultazione durata due settimane che alla fine ha incoronato i cinque giocatori-simbolo ruolo per ruolo della ultracentenaria storia granata. Un quintetto di livello assoluto che farebbe sognare qualsiasi appassionato di basket e non solo reyerino.


Play
Una scelta all’insegna della contemporaneità quella in cabina di regia, dove è stato eletto con il 31% dei voti Kee-Kee Clark, attuale idolo della tifoseria. Ha avuto la meglio in una gara serrata con un altro play americano, Joe De Santis arrivato al 29%. Sul podio Giorgio Cedolini con il 15%.

Guardia
Tra le guardie è stato incoronato un altro idolo senza tempo: Lorenzo Carraro ha raccolto il 42% delle preferenze nel ruolo, davanti a Steve Burtt (24%)  e a Nane Vianello (12%), altro vanto della scuola cestistica veneziana.

Ala
In posizione di ala un autentico e previsto plebiscito per sua maestà Praja Dalipagic, che ha toccato quota 95% preferenze. Ma non sono mancati voti anche per un altro talento di spessore, tutto reyerino, come Stefano Gorghetto.

Ala-pivot
Un omaggio alla classe e all’attaccamento alla città di Venezia per la migliore ala-grande, ovvero Steve Hawes che si afferma con il 66% dei voti, seguito dall’istrionico Shelton Jones  (10%)  e dal più lontano nel tempo, ma mai dimenticato, Maciel Ubiratan (7%).

Pivot
Un autentico scontro tra titani invece sottocanestro. Qui ad avere la meglio è il califfo Spencer Haywood con il 41%, davanti al gigante di Sarajevo Rascio Radovanovic (37%). Al terzo posto un altro beniamino del popolo granata, ovvero Floyd Allen (14%).

Allenatore
Una scelta inequivocabile infine per la panchina:  spetta al Paròn Tonino Zorzi (64%) guidare questo quintetto dei sogni. Un riconoscimento non solo per aver colto tanti successi con la Reyer, ma anche per aver formato un’intera generazione di giocatori e tecnici in laguna.

Un ringraziamento da parte dell’Associazione a quanti hanno sostenuto l’iniziativa e vi hanno preso parte.