giovedì 23 ottobre 2014

Aperitivo granata: la Reyer degli anni Sessanta raccontata dai protagonisti



Hanno sfidato le migliori squadre italiane senza mai tirarsi indietro. Hanno reso la Misericordia un tempio inviolabile. Hanno formato forse il gruppo di giocatori più unito di sempre con addosso la canotta granata. Sono i “ragazzi di Geroli”, gli “angeli dalla faccia sporca” che negli anni Sessanta hanno riportato la Reyer in serie A. Sono stati anche gli avversari di Charlie Recalcati, attuale allenatore della Reyer maschile, nelle innumerevoli sfide tra la Venezia e Cantù.

Giorgio Cedolini, Franco Ferro, Ezio Lessana e Roberto Zamarin. Un quartetto tutto veneziano, che ci racconterà l'epoca del boom del basket italiano visto da Venezia, attraverso le imprese di un gruppo irripetibile. 

Sono i protagonisti di “Aperitivo granata”, il primo di una serie di incontri con i grandi ex della storia reyerina, organizzata dall'Associazione Culturale Costantino Reyer, con il sostegno di Panthers, Glorioso Vessillo, No Ghe Xe e di altri appassionati reyerini. L'appuntamento è per venerdì 24 ottobre (19.00) alla Bio-osteria del PalaPlip di Mestre – Venezia (via San Donà 195). L'incontro sarà accompagnato da immagini d'epoca e da rari cimeli portati dagli stessi protagonisti.

Ingresso gratuito


lunedì 20 ottobre 2014

Inizia "Aperitivo granata", il ciclo di incontri con i grandi ex della Reyer




Dopo il preludio dedicato alla storia dei due scudetti in tempo di guerra, inizia ufficialmente “Aperitivo granata”, il ciclo di incontri con i grandi ex della storia della Reyer, organizzato dall'Associazione Culturale Costantino Reyer con il sostegno dei gruppi organizzati dei tifosi reyerini, dai Panthers, al Glorioso Vessillo, ai No ghe xe.

Tanti i nomi degli ex giocatori che hanno dato la disponibilità a raccontare la loro epoca e la loro vita in maglia granata. Da Luca Silvestrin a Giovanni “Nane” Grattoni; da Andrea Gianolla a Loris Barbiero, a Massimo Guerra. Gli incontri si svolgeranno nei prossimi mesi presso la Bio-osteria del PalaPlip di Mestre (via San Donà 195).

Si comincia venerdì 24 ottobre (19.00) con gli anni Sessanta, l'era del boom del basket in Italia, con i protagonisti del ritorno della Reyer nella massima serie e delle successive entusiasmanti stagioni. A raccontare quegli anni sarà un vero manipolo di “reyerini doc”: Giorgio Cedolini, Franco Ferro, Manolo Guadagnino, Ezio Lessana e Roberto Zamarin. Un quintetto mitico che costituì l'ultima Reyer “tutta veneziana” della storia.

«Sarà un tuffo nel passato, ma senza nostalgia – precisa David Marchiori, presidente dell'Associazione. «E' soprattutto la voglia di trovarsi e ritrovarsi quella che ci muove, cercando lungo il cammino della storia di riallacciare quei tanti fili invisibili che uniscono ex giocatori, allenatori, tifosi e appassionati, accomunati dalla passione per la Reyer. E' un'iniziativa “in divenire”, aperta a tutti. E a tutti gli appassionati chiediamo di partecipare di persona: sarà un'occasione unica per scoprire e riscoprire il più grande patrimonio reyerino: le sue persone».

lunedì 6 ottobre 2014

Tiri Liberi: le immagini della presentazione alla Plip

Grazie a quanti sono intervenuti venerdì scorso presso la Bio-osteria del PalaPlip di Mestre nella serata dedicata al libro "Tiri Liberi" di Alessandro Tomasutti sugli scudetti della Reyer Venezia in tempo di guerra. 

Ecco alcune istantanee della serata e un estratto della presentazione che ha consentito al pubblico di seguire attraverso immagini e documenti d'epoca le vicende raccontate nel libro. 

L'Associazione Culturale Costantino Reyer










martedì 23 settembre 2014

Venerdì 3 ottobre a Mestre. Presentazione del libro "Tiri Liberi", la storia sconosciuta degli scudetti della Reyer Venezia





Due scudetti conquistati in un'epoca buia, smentendo pronostici e superando ostilità. Una storia da scoprire, per apprezzare le imprese sportive - finora sconosciute - della Reyer due volte campione d'Italia.

L'Associazione Culturale Costantino Reyer organizza la presentazione del libro “Tiri Liberi - Venezia, la Reyer e gli scudetti della pallacanestro tra guerra e resistenza” di Alessandro Tomasutti, che si svolgerà il prossimo venerdì 3 ottobre alle 19.00 presso la Bio-osteria San Donà 196 al PalaPlip di Mestre.

All'incontro, che sarà moderato dal giornalista della Nuova Venezia Michele Contessa, sono invitati a partecipare tutti i tifosi reyerini e gli appassionati di pallacanestro della nostra città.

Vi aspettiamo numerosi!

L'Associazione Culturale Costantino Reyer

martedì 5 agosto 2014

Gli scudetti della Reyer fanno ancora parlare: rassegna stampa di "Tiri liberi"

Ha riscosso subito notevole attenzione la ricerca sugli storici scudetti della Reyer in tempo di guerra. Hanno parlato di "Tiri liberi" Michele Contessa (Nuova Venezia), Giacomo Garbisa (Il Gazzettino) e Stefano Olivari (Indiscreto.info). Quest'ultimo ha presentato il libro attraverso un'intervista con l'autore, Alessandro Tomasutti. L'intervista è stata ripresa anche dal sito specializzato basketnet.net. Ecco tutti gli articoli.

Nuova Venezia
di Michele Contessa
Quei "Tiri liberi" negli anni della guerra

Il Gazzettino di Venezia
di Giacomo Garbisa
La storia dei due scudetti

Indiscreto.info
di Stefano Olivari
La guerra della Reyer

Basketnet.net
La guerra della Reyer



giovedì 19 giugno 2014

"Tiri liberi": la storia inedita della Reyer due volte campione d'Italia


In piena seconda guerra mondiale una squadra di pallacanestro conquista per due volte il titolo nazionale, sovvertendo ogni gerarchia e stupendo tutti per il suo gioco moderno e anticonformista. È la Reyer Venezia, la squadra che gioca in un edificio del Cinquecento all’ombra di affreschi rinascimentali, la Misericordia. Per farlo deve superare assenze, trasferte proibitive e squadre fortemente appoggiate dal regime fascista. La storia di un gruppo di ragazzi che compiono una doppia impresa, regalando a Venezia alcuni dei rari momenti di gioia negli anni più bui della guerra. 
A poco più di settant'anni dal secondo di quei due scudetti, tornano alla luce le vicende inedite di cui si erano perse le tracce. “Tiri liberi”, libro scritto da Alessandro Tomasutti, è la ricostruzione di quella storia, a partire dal settembre del 1941 fino al giugno del 1946, quando il gruppo originario della squadra si divise per dare vita ad una diaspora sportiva fondamentale per il basket italiano del dopoguerra.
Basandosi sulle cronache dell'epoca, vengono ripercorse le gesta di Sergio Stefanini, Rico Garbosi, Amerigo Penzo, Armando Fagarazzi, Luciano Montini e del loro allenatore, Carmelo Vidal. Sullo sfondo le drammatiche vicende della guerra, nella Venezia prima e dopo l'8 settembre, prima e dopo il 25 aprile, tra aneliti di libertà e voglia di rinascere.
In “Tiri liberi” tornano a rivivere le pagine di una storia che sembrava perduta e sulle quali invece c'è ancora molto da scrivere.


La ricerca sugli scudetti della Reyer in tempo di guerra è in aggiornamento. Chi desiderasse avere informazioni sulla pubblicazione può scrivere all'indirizzo email: costantino.reyer@gmail.com


L'opera
Titolo: Tiri Liberi
Pagine: 116
Con le testimonianze di: Sandro Gamba, Myriam Garbosi, Antonio Foscato.
Distribuzione: gratuita sul sito web dell'Associazione Culturale Costantino Reyer www.costantinoreyer.blogspot.it

L'autore
Alessandro Tomasutti, nato a Venezia nel 1977, addetto comunicazione e giornalista pubblicista, da più di dieci anni telecronista della Reyer Venezia, prima per la squadra femminile e dal 2006 anche per quella maschile. Si occupa di comunicazione e programmi europei di sviluppo. Nell'ambito dello sportswear ha lavorato per i marchi Diadora e Invicta. E' autore e redattore del blog canestridistrada.com. Da sempre tifoso della Reyer, ha ancora negli occhi i 70 di Praja, nelle orecchie l'urlo dell'Arsenale e nel cuore Floyd Allen.


mercoledì 6 novembre 2013

Metti una sera a cena. Menù a base di...Reyer



Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo l'articolo dell'amico Massimo Foscato.


Fine Settembre o inizio Ottobre? Questo è il problema…minore. Andiamo, fioi, e' tempo di migrare fino a Bonisiolo per addentare, con le gambe sotto la tavola da Rosa e Baffo, un bel pezzo di storia reyerina. Che poi si dovrebbe dire "RA-IERI-NA", giovanotti di RAI, di Mediaset, di Channel grandi e piccoli, ecc. ecc.. Secondo la pronuncia classica che si imparava non sui banchi del Polo e del Foscarini grazie ai prof. Scutari e Zanon Dal Bo, ma sulle panche di Marsico e Montesco. Battaglia d’Agnadello persa in partenza, lo so, e mi sento come Yokoi Shoichi, il milite nipponico riesumato nella giungla. Piccola fisima "snob” alla Nero Wolfe, come censurano i Crovato’s Brothers-Twins, o grande scotto all'età anagrafica che avanza, come punzecchiano i Tomasutti jr. & sr.? Forse il secondo verdetto, ahimè, è la risposta giusta. Allegria!

Da Ligabue a Brugnaro, da Geroli a Mazzon, da Pauletti a Panciera. O, Gps alla mano, dalla Misericordia all'Arsenale (per una volta il Taliercio resta “campagne”, d’accordo Paolini?) niente di nuovo sotto la luna del Vajont, mezzo secolo dopo, brrrr. Una prova? Tabelloni e tabellini in frantumi. Dopo il precedente a pochi noto (causato dal lancio di un pallone medicinale durante l’ora di ginnastica del prof. Mongiello che, mezzo secolo fa, si svolgeva tra gli affreschi sansoviniani a Cannaregio), tanto nel sur-riscaldamento pre Oransoda Cantù, quanto in quello ante Virtus Roma una schiacciata e via col crack.
L’anello si spezza, il tabellone va in schegge, neanche fosse in vetro di Murano, stile Nason…Moretti! Risultato? Souvenir per tutti a costo e chilometro zero da intascare e da portarsi via in fretta. Di nascosto.

Piccola differenza per la cronaca, a imperitura memoria dei Bacciolo e dei Rizzardini, moderni Sanudo: all’epoca di Decio Scuri, grazie al custode Scarpa, in vestaglia nera, e al vigile Nane Caenasso Penzo, in maniche di camicia, il problema del rettangolo fu risolto a tempo di record tanto che si poté giocare (e vincere) contro Recalcati e gli Allievi in partita ufficiale. Mezzo secolo dopo, nei giorni di Petrucci, invece, rien à faire e tutti a casa. E meno male che era solo un’amichevole! A riprova che il Gianquinto, nel Terzo Millennio, non ci azzecca proprio nulla col basket. Al Massimo di SB che lo idolatrava, la lapide allo schiavone Dalipagic, Colleoni ammirato persino dal Maestro Giordani, fanatico del piano Marshall, di Jim Mc Gregor e dei “Stars & Stripes”.

Ma torniamo a bomba, anzi a tavola, a Bonisiolo. Poco Pianeggiani, poco Mazzon. Molto Refosco, rare gocce di Recoaro, grappa della casa a…Piave. E soprattutto, su comanda dell’anfitrione Zamarin, niente Primo (che preferì Giomo a Carraro) e, per fortuna, niente primo. E’ tutto un fioccare di portate e di aneddoti granata: dagli antipasti penetranti alla Cedolini (fritto misto di verdure pastellate, polentina con formaggio fuso, ecc.) all'insalata russa spaziale (caro Sergey Belov, ti sia lieve la terra dei girasoli come lo fu il parquet olimpico di Monaco); dai contorni (di grande effetto i fagioli con zevole che sarebbero piaciuti al Nemanja “Dumbo” Djuric e al povero Ratko); dalla carne al sangue che nemmeno Geroli avrebbe potuto distribuire tutta al tartagliante Vaccher nei "'minuti di sospensione" al dulcis in fundo con gelato affogato al…boh?, vero Vito? Una cena in cui ognuno ha servito un piatto genuino: il Ranuzzi fritto a Bologna (Vianello), il tiramisù mostruoso di Sanford (Besa), il fegato alla veneziana rimasto in gola a Bovone (Ferro), il baccalà alla palladiana in basilica a Vicenza (Nason), il pasticcio …bolognese anti Goriziana e pro All’Onestà (sic!?!) negli spareggi a Piazzale Azzarita (Lessana).

“A proposito – si inserisce timidamente il sottoscritto – chi fu più figlio di….Sparta tra Penzo e Garbosi?” (n.d.r.: colui che portò in Italia Percudani, celebre, oltre che per la rima facile con i “cani” della Misericordia, per essersi abbassato i pantaloni in protesta verso gli arbitri che pendevano per il Simmenthal di Rubini). Mistero. Come i geroglifici degli schemi del prof. Nello Paratore, nato al Cairo e consacrato faraone d’oro dall’Egitto campione d’Europa, contestato da Lessana e innamoratosi di Bottan e Guadagnino nello stage lagunare. Come le “tracuzzate” anche se non fu da meno la “zorzata” in Korac a Barcellona…, come conferma il notaio Minazzi. Robe che capitano nello sport.

Si parlato di tutto, e di tutti, un po': "Ti ricordi, Vito, a Bologna col Moto Morini?". "E quella volta a Milano, la prima da ex, nella tana del Principe di Bogoncelli, Toni?". "Br, che brividi a Udine, Bob, con i tifosi di Snaidero a circondarci!". “Avete visto in tv Villalta e Albonico? Che invecchiati…”. E’ che, purtroppo, il tempo passa, i ricordi, e la storia, no. Specie quando li si centellina come il Lepanto: entrambi ti lasciano dentro un buon sapore e un gran calore. Il sangue agli occhi, e al naso, del Grillo Vincenti (assente giustificato alla cena, oggi, come ai supplementari, ieri, sull'Ignis di Gavagnin). La beffa in zona Nanut nello spareggio estense. Le bestemmie ai Tre Pini davanti al Petrarca di padre Pretto e di Bonetto.
Gli occhi di Rovati, futuro consigliere di Romano Prodi, ospite nel bed & breakfast a San Gregorio delle mitiche sorelle Abis. “Avete saputo di Pozzilli?”. “E del giovane genero del prof. Santi?”. “Povero Paolo (n.d.r.: Zanon), il migliore dopo Nini Burcovich e prima di Cazzaro!”. Minuto di silenzio? Nemmeno mezzo secondo. Meglio, molto meglio un brindisi alla muranese. Lo afferma Lino Toffolo, lo conferma Carlo Nason: “Se voglio veder una partita della Reyer, oramai non scendo più alle Fondamenta Nove ma a Tessera!”
ACTV? No, Alilaguna. E’proprio il caso di invocare: Die N’ai, Burba, Dio ci aiuti. E ci scampi e liberi dalla sub lagunare. Sursum corda! Parole sante...Meglio se con un po' di Raboso (o era Cabernet ?, come insinua Checco Scarpa...) si cambia discorso. Apre Vito Toso che, neurologo da podio in italia, imbuca diagnosi e palline a raffica nel green a 9 buche con la stessa, millimetrica precisione di quando infilava pallonesse in altri fori. Prosegue Ezio Lessana, che discetta della rimonta di Oracle e di cazza(te) da Barcolana. Conclude Andrea Besa che si scotta col caffè più bollente dell'intruglio zuccherato, a vago sapore di tè, sapientemente mescolato nel bidone di latta del mitico Tonetti.

Un tuffo dove il passato (e l’acqua lagunare) è più blu: i carpiati allegri e primaverili in canal di Noale(x) e quello tragico ed estivo nelle onde del Lido, da Morte a Venezia, di Borsoi; il sorriso della Vanda moglie del “Ciai” Rossi e mamma di Sandro che, dopo Anna Maso, sta ospitando un Battistella all’IRE di Giudecca; il ghigno di Lelli dopo il mezzo baicolo servito alla furente Goriziana; il metro infilato nell’orefizio della prima P2 (Peterson-Porelli); la ruota e il palleggio a tutto campo del Babi Campanini, sul vantaggio di 4 a 2 targato Stefanini; l’ingenuo Sardagna, ancora minorenne, lasciato fuori della porta di una delle case chiuse da Tina Merlin dal segretario dell’epoca (vicino…parente dello scrivente) e da “Starace” Sambo.
Si fa tardi. Arriva il conto e la foto che immortala questa cena, prima e non ultima di una lunga serie, da ripetere. Ricordarsi che, come un secolo fa, quando "Roccia" Zamarin convoca, c'è una e una sola risposta: "Presente"! Anche al Taliercio…”Anche a 94 anni: mi raccomando, dillo a Tonino!”


Massimo Foscato